Nel cuore pulsante di Roma, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, Via dell’Umiltà conserva il fascino discreto della città aristocratica, tra palazzi storici e sedi istituzionali. È proprio qui che nasce Anavà, il progetto gastronomico guidato dallo Chef Danilo Mancini, con l’ambizione di riportare autenticità e qualità nel centro storico, troppo spesso dominato da un’offerta turistica omologata.
Il ristorante prende vita all’interno dell’Hotel Je Rome, struttura parte del gruppo The Ner Collection, e si propone come un vero e proprio teatro del gusto nel cuore di Roma.
Anavà si propone come un ritorno alla vera cucina italiana: materia prima eccellente, studio, artigianalità e profondo rispetto della tradizione diventano la base di una proposta contemporanea, raffinata e identitaria.
Il progetto vive durante tutto l’arco della giornata: al mattino accoglie gli ospiti con una colazione curata, tra buffet e proposte à la carte; a pranzo si trasforma in un bistrot fresco e informale; nel pomeriggio e in serata il bancone bar, dal design moderno e conviviale, diventa protagonista con caffetteria specialty, centrifughe, infusi e una proposta cocktail che celebra distillati italiani e grandi classici della mixology, accanto a twist creativi.
A orchestrare questa esperienza “all day long” è il direttore operativo Davide Giuffrida che coordina un format dinamico ed elegante, capace di accompagnare i diversi momenti della giornata senza perdere coerenza e stile. Anavà si presenta, così, come un indirizzo nuovo ma già maturo, pensato per riportare i romani – e non solo – a vivere con orgoglio uno degli angoli più iconici della Capitale.
Anavà è un moderno bistrot dal gusto elegante, con lievi richiami retrò, pensato per chi ama concedersi tempo e attenzione. Tra pareti nelle sfumature del verde malachite e dell’ocra, dettagli in ottone e linee morbide, le trenta sedute del ristorante creano un ambiente caldo e raccolto. La grande vetrata sul fondo, come un sipario, si apre sulla cucina a vista: qui lo Chef Danilo Mancini, affiancato dal sous chef Fabio Sopranzi, lavora in dialogo costante con la sala, trasformando ogni servizio in un momento di condivisione.
La filosofia di Mancini è fondata su umiltà, ascolto e curiosità. Per lui la cucina non è esibizione ma convivialità autentica: un confronto continuo con l’ospite attraverso la tradizione italiana e le sue infinite sfumature regionali. Cresciuto a Frosinone e formatosi tra l’Istituto Alberghiero di Cassino e alcune importanti cucine romane – dall’Hotel d’Inghilterra a Caffè Propaganda, fino all’esperienza accanto allo Chef Angelo Troiani – Mancini ha costruito uno stile personale che unisce rigore tecnico e spirito giocoso. La tradizione, nelle sue mani, diventa materia viva da reinterpretare con rispetto e creatività.
Lo chef interpreta i grandi classici con tecnica, eleganza e un tocco di ironia, dando vita a piatti capaci di sorprendere senza tradire la memoria del gusto. La sua cucina è un equilibrio tra rispetto della materia prima, stagionalità e sperimentazione misurata, in cui ogni dettaglio contribuisce a costruire un racconto coerente e coinvolgente.
All’ora di pranzo Anavà modula la propria identità in una proposta versatile ma coerente, radicata nella tradizione italiana – con una spiccata anima romana – e pensata sia per un business lunch leggero sia per una pausa golosa tra shopping e cultura nel centro storico.
Accanto a piatti freschi e immediati come carpacci, ricotta con verdure di stagione o branzino con salsa alla pizzaiola, trovano spazio proposte vegetali come la scarola alla brace con pinoli e uvetta, dove l’affumicatura esalta l’equilibrio tra amaro e dolcezza.
Non mancano i grandi classici della memoria: Carbonara, lasagna, gnocchi alla romana e polpette al sugo evocano il calore domestico mentre l’entrecôte alla griglia con fondo bruno e purè rappresenta l’anima più strutturata della carta.
Anche i dolci seguono la stessa linea tra tradizione e comfort: dal cuore caldo al cioccolato allo strudel di mele in pasta fillo con gelato alla vaniglia, fino all’immancabile tiramisù con caffè estratto alla moka.
Il pranzo di Anavà diventa così un momento di equilibrio tra gusto, convivialità e identità, capace di adattarsi al ritmo della giornata senza mai perdere coerenza stilistica.
La carta serale, invece, è un percorso tra memoria e sperimentazione, dove salse ricche e lavorazioni accurate raccontano un’idea di cucina artigianale e non omologata.
Gli antipasti, riuniti nella sezione Mozzichi e Bocconi, invitano alla condivisione con piccoli assaggi dal carattere ironico: il Pollo alla Romana trasformato in bon bon glassato ai peperoni; la Parmigiana in versione stecco croccante; il Biscotto salato ispirato al celebre Cucciolone oppure il sorprendente Prosciutto e melone di mare. È una cucina che ama travestire i sapori della memoria, svelandoli morso dopo morso.
Tra i primi spiccano la Genovese vegetale, dove il cardoncello alla brace sostituisce la carne in un’illusione perfettamente orchestrata, e il Mare e Monti in cui la seppia si fa “lardo” e lo scampo viene valorizzato in ogni sua parte.
I secondi giocano tra tecnica e teatralità: dal Saltimbocca di rana pescatrice, servito in vaso e aperto al tavolo, al Cordon Bleu di pesce spada, omaggio raffinato ai classici da bistrot. Non mancano tributi ironici ai cult anni ’70 e ’80, come le Pennette alla vodka scomposte e ricomposte al palato o il Cocktail di gamberi affumicato al cognac direttamente in sala.
La proposta dolce, firmata insieme alla pastry chef Flora Amitrano, mantiene la stessa cifra stilistica: apparentemente classica ma ravvivata da acidità, aromi e contrasti inaspettati, come nel Fior di fragola o nella rivisitazione di Ricotta e visciole. Anavà si conferma così un laboratorio quotidiano del gusto: un luogo dove la tradizione italiana diventa gioco colto, tecnica consapevole ed emozione condivisa.
Al cocktail bar di Anavà, per l’aperitivo o il dopo cena, i grandi classici della mixology dialogano con twist contemporanei firmati dai bartender Alessio Di Stefano e Massimo Romano. La filosofia è chiara: non stravolgere ma riscoprire. Ingredienti di prima qualità, tecniche moderne e preparazioni home made – dagli sciroppi alle infusioni – danno vita a drink che rispettano l’anima originaria, esprimendola con un linguaggio nuovo. Non semplici rivisitazioni ma un dialogo consapevole tra passato e presente.
Anavà non è semplicemente un ristorante nel cuore di Roma ma un progetto che ambisce a restituire profondità, eleganza e pensiero gastronomico a uno dei luoghi più iconici – e spesso più frettolosi – della città. Tra cucina, cocktail bar e proposta all day long, ogni momento della giornata trova qui una sua armonia, costruita su tecnica, memoria e desiderio di evoluzione. Un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, tra ospitalità internazionale e identità romana. In un contesto urbano sempre più votato al turismo veloce, questo nuovo spazio si propone come rifugio gastronomico consapevole, capace di dialogare con il territorio e di offrire un’esperienza raffinata, pensata per chi desidera riscoprire il piacere della tavola nel cuore pulsante della città.
La visione dello Chef Danilo Mancini, quindi, si traduce in un racconto fatto di tradizione italiana riletta con rispetto e ironia, di sapori riconoscibili che si lasciano sorprendere, di piatti che non cercano l’effetto ma l’emozione. Allo stesso modo, il bar e la carta del pranzo dialogano con la stessa coerenza, dimostrando che qualità e identità possono convivere con leggerezza e contemporaneità.
In un centro storico spesso dominato dalla standardizzazione, Anavà sceglie la via della ricerca, dell’artigianalità e della relazione autentica con l’ospite. È un luogo che invita a rallentare, ad ascoltare, a condividere. Un indirizzo che non si limita a nutrire ma che racconta una storia: quella di una cucina viva, consapevole, profondamente italiana, pronta a scrivere un nuovo capitolo nella narrazione gastronomica della Capitale.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
ANAVÁ
Via dell’ Umiltá n. 33 – 00187 Roma
Tel. 392.8801009
Email: info@anavaroma.it
www.anavaroma.it