Nel cuore del Molise, tra colline che guardano il mare Adriatico e paesaggi protetti dai rilievi della Maiella, l’azienda vitivinicola Catabbo racconta una storia di radici, visione e riscoperta territoriale. A San Martino in Pensilis, in una terra ancora autentica dove vigneti, uliveti, pascoli e boschi convivono in equilibrio con la biodiversità, la famiglia Catabbo ha costruito negli anni un progetto che oggi rappresenta una delle espressioni più interessanti del rinascimento enologico molisano.
Fondata nel 1990, l’azienda nasce da un’intuizione precisa: valorizzare i vitigni autoctoni attraverso una viticoltura di precisione capace di trasformare la rusticità del territorio in eleganza e riconoscibilità nel bicchiere. Al centro di questa visione c’è la Tintilia, antica varietà molisana che la famiglia ha scelto di recuperare e interpretare come autentica ambasciatrice del territorio.
Per la famiglia Catabbo, infatti, la Tintilia non è soltanto un vitigno raro ma una dichiarazione culturale. Un’uva intensa, ricca di colore, struttura e personalità che nei suoli collinari del basso Molise trova un habitat ideale per esprimere profondità e carattere.Il progetto prende, così, forma concretamente nel 1992, quando Vincenzo Catabbo impianta mezzo ettaro di Tintilia in Contrada Petriera, sul Colle Cervino. Da quel piccolo appezzamento storico nasce negli anni la Riserva “Vincè”, vino simbolo dell’azienda e interpretazione più profonda del cru originario.
Oggi Catabbo applica alla Tintilia una filosofia produttiva ispirata ai grandi modelli dei single vineyard: ogni appezzamento viene studiato e valorizzato singolarmente per raccontare le diverse sfumature del vitigno attraverso il terroir.
L’azienda si sviluppa, oggi, attraverso tre tenute biologiche, ciascuna caratterizzata da suoli, altitudini ed equilibri microclimatici differenti.La storica Contrada Petriera rappresenta l’anima più classica della Tintilia Catabbo. Qui i terreni argillosi e pietrosi, ricchi di potassio e capaci di trattenere l’umidità, danno vita a vini profondi, strutturati e longevi. È la culla del Colle Cervino, cru identitario dell’azienda.Nella Tenuta al Calvario, invece, i suoli più compatti e ricchi di calcio e magnesio favoriscono vini dalla trama più vigorosa ma sostenuti da una freschezza naturale che ne accompagna l’evoluzione nel tempo.La Tenuta al Convento offre, infine, una lettura più contemporanea del vitigno. I terreni calcarei e “nutriti” permettono interpretazioni essenziali ed eleganti, anche attraverso sperimentazioni in affinamento con terracotta e cocciopesto, materiali che contribuiscono a esaltare purezza e precisione espressiva.
Alla base del progetto Catabbo c’è una convinzione semplice ma radicale: la qualità del vino nasce dalla salute del territorio. Per questo l’azienda ha scelto di lavorare in biologico, proteggendo il patrimonio naturalistico delle proprie tenute e mettendo al centro la biodiversità.
In vigneto questo significa attenzione alla maturazione delle uve, controllo delle rese e gestione sostenibile del suolo. In cantina, invece, si traduce in vinificazioni calibrate, pensate per preservare l’integrità del frutto e la leggibilità del terroir senza sovrastrutture.
Oggi alla guida dell’azienda ci sono Sara, Carla e Pasquale Catabbo che hanno raccolto l’eredità del padre Vincenzo proseguendo il percorso con uno sguardo contemporaneo ma fedele alle loro origini.
Per i tre fratelli, la Tintilia rappresenta molto più di un vino: è uno strumento per raccontare il Molise nella sua autenticità attraverso bottiglie riconoscibili, identitarie e profondamente legate ai luoghi da cui nascono.
Anche il logo aziendale riflette questa filosofia familiare e condivisa: un intreccio di iniziali che unisce la “V” di Vincenzo, fondatore dell’azienda, e la “M” di Margherita, figura centrale nella storia della famiglia, insieme ai nomi dei tre figli che oggi portano avanti il progetto.Un simbolo che richiama memoria, passione e unità, valori che per Catabbo non rappresentano semplici elementi narrativi ma un metodo di lavoro concreto. Infatti, come dimostra il percorso dell’azienda, l’autenticità non può essere costruita ma deve nascere dalla coerenza tra territorio, persone e vino.
La famiglia Catabbo si afferma, infatti, come punto di riferimento per una viticoltura che non rincorre le mode ma costruisce significato. Il loro lavoro restituisce al vino la sua funzione più profonda: quella di narrare luoghi, persone e tempo, con verità e sensibilità.
Proprio attraverso questa coerenza la Tintilia, da antica curiosità rurale, si sta trasformando sempre più in uno dei simboli del nuovo volto del vino molisano. Così, tra colline affacciate sull’Adriatico e vigneti custoditi con rispetto e visione, Catabbo continua a scrivere una delle pagine più autentiche delle realtà simbolo della rinascita enologica del Molise.Un percorso in cui tradizione familiare, sostenibilità e ricerca si intrecciano per dare nuova voce alla Tintilia, trasformandola da vitigno di nicchia a simbolo identitario di un territorio ancora tutto da scoprire.
Nel bicchiere non si ritrova soltanto un vino ma il racconto coerente di una terra: la sua memoria, la sua identità e la volontà di guardare al futuro senza mai tradirne l’essenza. In questo equilibrio raro tra radici e visione, la famiglia Catabbo rappresenta un esempio autentico e luminoso per il mondo vitivinicolo.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
Cantine Catabbo
Contrada Petriera n. 334 – 86046 San Martino in Pensilis (CB)
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Fax: 0875 60.39.16
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