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Le luci del Presepe della Marineria e dell’albero di Natale di Cesenatico anche quest’anno  si sono accese  a fine novembre segnando l’inizio delle festività natalizie sul Porto Canale. Il Presepe della Marineria, allestito dal Comune di Cesenatico, resterà visitabile fino a domenica 11 gennaio 2026 compresa, offrendo a residenti e turisti un’esperienza unica immersa nella magia del Natale.

Nelle stesse giornate, si illumineranno anche tutte le altre decorazioni natalizie della città: le luci che adornano il Porto Canale, il suggestivo tetto di stelle in Piazza Ciceruacchio e il grande albero di Natale in Piazza Pisacane, creando un’atmosfera festosa e incantata in tutto il centro storico.

Il Presepe della Marineria affonda le sue radici nel 1986, quando fu ideato da Guerrino Gardini e realizzato su progetto di Tinin Mantegazza, con la collaborazione degli artisti Maurizio Bertoni e Mino Savadori. La prima statua a essere posizionata fu quella di San Giacomo, Patrono di Cesenatico, seguita dalla Sacra Famiglia e dai Re Magi. Da allora, il Presepe si è arricchito progressivamente di nuove figure che raccontano la vita e le tradizioni della marineria locale: dal burattinaio con il suo teatrino, ai pescatori, alla piadinaia, fino al suonatore di fisarmonica e, più recentemente, alla statua di un marinaio collocata sulla prua del trabaccolo. Oggi il patrimonio scultoreo del Presepe conta oltre cinquanta statue.

Ogni figura è realizzata con grande cura e attenzione ai dettagli: volti, mani e piedi sono scolpiti in legno di cirmolo, mentre gli abiti sono in tela e i drappeggi, modellati su reti metalliche, sono trattati con uno strato di cera applicata a caldo. I colori utilizzati richiamano quelli con cui venivano tinte le vele mentre la cera impiegata era tradizionalmente usata per ammorbidire il sartiame. Il risultato è un effetto estremamente realistico e suggestivo, ulteriormente valorizzato dall’illuminazione che avvolge le imbarcazioni durante le ore serali.

Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua, seguendo una tradizione che trasforma questa rappresentazione in un racconto in continua evoluzione. Le figure non sono pensate solo come oggetti da ammirare ma come elementi di una vera e propria narrazione teatrale: osservandole dalle sponde del Porto Canale Leonardesco o dai pontili, lo spettatore assiste a uno spettacolo in cui le luci non illuminano semplicemente le statue ma danno loro vita e scandiscono la storia. Al calare della sera, il Presepe si accende come un sipario che si apre, immergendo chi lo osserva in un’atmosfera di magia e meraviglia unica nel suo genere.

Domenico Tappero Merlo