Nel cuore del quartiere Prati di Roma, si trova CAMPO, un’osteria moderna ispirata alla cucina contadina italiana, letta con una grande sensibilità contemporanea. Un luogo che unisce l’idea di un ristorante, di un rifugio urbano e di uno spazio di memoria condivisa, dove il passato incontra il presente attraverso il linguaggio universale del cibo. Il nome stesso, infatti, richiama un ritorno alla terra, alla stagionalità, ai ritmi naturali e ai gesti essenziali della tradizione agricola.
In cucina lo chef Mattia Chendi, romano di origini emiliane, firma un menù basato su quella che definisce “cucina emotiva”: piatti che recuperano ricette tradizionali e sapori di memoria, rivisitati con tecnica moderna. Qui ogni piatto nasce per evocare ricordi, recuperare preparazioni dimenticate e restituire dignità alla semplicità.
L’ambiente riflette perfettamente questa filosofia. Il grande dehors immerso nel verde, fruibile tutto l’anno, offre circa quaranta coperti ed evoca un giardino domestico dove il tempo rallenta. Gli interni, luminosi ed essenziali, accolgono una sessantina di ospiti in spazi dominati da materiali naturali, tessuti chiari e tonalità morbide. La prima sala, animata da un bancone conviviale, invita a un aperitivo informale; la seconda è il cuore pulsante del progetto, dove la cucina si racconta attraverso piatti che parlano di radici e territorio.
Si parte dal “campo di verdura”, una sezione interamente dedicata agli ortaggi stagionali, trattati con rispetto e creatività: dalla zucca al forno con salvia, nocciole e mosto cotto ai finocchi gratinati, dalle patate schiacciate croccanti al cavolo con carote marinate, fino all’insalata di funghi freschi.
Gli antipasti raccontano l’Italia più autentica, con piatti come polpette di manzo e parmigiano, cuore di carciofo fritto e polenta con porcini e tartufo. Nei primi emerge un dialogo continuo tra tradizione e tecnica: la pasta e fagioli con cozze e cotica soffiata, la lasagna verde al ragù – omaggio alle origini emiliane dello chef – e grandi classici come l’ossobuco con risotto allo zafferano e le ricette simbolo della cucina romana.
I secondi piatti seguono la stessa filosofia: materia prima protagonista e lavorazioni essenziali. Dalla Tomahawk di pecora con puntarelle al tentacolo di polpo rosticciato, fino al brasato di manzo al fondo bruno, ogni proposta esprime profondità e coerenza, senza mai cedere all’eccesso.
A chiudere il percorso, un carrello dei dolci che richiama le trattorie di una volta e una selezione di formaggi curata da Loreto Pacitti. Tra i piatti più rappresentativi spiccano la degustazione di polpette in tre varianti e la fettuccina burro e parmigiano, simbolo di una cucina apparentemente semplice ma capace di emozionare.
La domenica, CAMPO si trasforma in una vera casa italiana: compaiono piatti fuori menù dedicati al pranzo conviviale, pensati per essere condivisi. Molte proposte sono disponibili anche in versione gluten free o senza lattosio, a testimonianza di un’attenzione concreta verso le esigenze contemporanee.
Il percorso dello chef tra Italia ed estero si traduce in una cucina matura, consapevole, che rifugge la spettacolarizzazione per concentrarsi sull’essenza.
Tra le figure chiave nella formazione dello chef Mattia Chendi merita attenzione Giorgio Baldari, suo insegnante e punto di riferimento nel percorso iniziale. Un incontro che ha contribuito a plasmare una visione della cucina fondata su rigore, sensibilità e rispetto per la materia prima.
La cucina dello Chef si distingue per una forte coerenza stilistica: ogni piatto segue un’idea precisa, senza concessioni all’eccesso o alla spettacolarizzazione. È una cucina emozionale, capace di evocare ricordi e sensazioni attraverso sapori riconoscibili ma allo stesso tempo sostenuta da una solida tecnica, frutto di esperienza e studio.
Ne emerge una proposta gastronomica equilibrata, dove gusto e benessere convivono. Una cucina buona, autentica e attenta che valorizza ingredienti di qualità e lavorazioni essenziali, con l’obiettivo di offrire un’esperienza appagante ma anche sana, in linea con una sensibilità contemporanea sempre più orientata alla consapevolezza alimentare.
“La tradizione non è nostalgia, ma una lingua viva” racconta lo chef Mattia Chendi ed è proprio questa lingua lo chef interpreta con rispetto e sensibilità, attraverso gesti misurati e sapori riconoscibili, capaci di parlare direttamente alla memoria.
Uno dei pilastri del progetto è la scelta rigorosa delle materie prime. CAMPO collabora con alcune delle realtà più interessanti del panorama agricolo e artigianale italiano, costruendo una filiera che privilegia qualità, sostenibilità e autenticità.
Dalle carni certificate del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP alle farine artigianali, dalle produzioni biologiche agli oli extravergine selezionati, ogni ingrediente racconta una storia. Anche la carta dei vini, con circa settanta etichette e una prevalenza di rossi italiani, segue la stessa logica: accompagnare senza sovrastare, valorizzare senza ostentare.
CAMPO si propone come un’osteria contemporanea soprattutto come un luogo in cui ritrovare il piacere dello stare a tavola. Qui il tempo si dilata, i piatti si condividono e il cibo torna a essere un’esperienza emotiva, prima ancora che gastronomica.
In un’epoca in cui tutto corre veloce, CAMPO invita a fermarsi. A ricordare e, soprattutto, a riscoprire la bellezza della semplicità.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
Campo Osteria
Via Ezio n. 57 – 00195 Roma
Tel. 338.1272399
Email: campoosteria@gmail.com
www.osteriacampo.com