La collaborazione tra Sara Vezza, cuore pulsante della cantina Saffirio di Monforte d’Alba, e Renzo Rosso, fondatore di Diesel e alla guida del gruppo OTB, segna un momento decisivo per il futuro dell’eccellenza enologica italiana. Un incontro basato su passione, rispetto per la terra, amore per il vino e una comune visione etica e sostenibile.
Rosso, forte dell’esperienza maturata in trent’anni di lavoro con Diesel Farm e con la holding Brave Wine — che include anche la cantina Benanti — vede nelle Langhe un patrimonio unico, “il terreno più pregiato d’Italia” e in Saffirio una storia di cinque generazioni che oggi trova nuova forza nella guida sensibile e determinata di Sara Vezza. L’accordo prevede un aumento di capitale che porta Rosso a entrare in azienda con una quota rilevante, senza alterare la governance, che resta saldamente nelle mani di Sara.
Per entrambi, il punto di incontro è la condivisione di valori fondamentali: qualità assoluta, responsabilità produttiva e rispetto per l’ambiente. Questa visione comune si tradurrà in investimenti mirati in cantina, ampliamenti strutturali, tecnologie avanzate e nuovi terreni, con l’obiettivo di esprimere al massimo il potenziale dei grandi vini piemontesi.
Al centro del progetto c’è il Barolo, simbolo di eleganza e tradizione, affiancato da una forte scommessa sul futuro dell’Alta Langa Docg, segmento su cui entrambi credono profondamente.
L’unione tra Sara Vezza e Renzo Rosso non è solo un’operazione imprenditoriale ma un patto valoriale: una visione condivisa che vuole elevare il patrimonio vitivinicolo italiano attraverso sostenibilità, innovazione e rispetto della terra. Qualità, etica e consapevolezza diventano così i veri lussi su cui costruire la nuova eccellenza del vino made in Italy.
La storia di Saffirio è, quindi, un viaggio attraverso cinque generazioni, radicato nella terra di Castelletto di Monforte d’Alba e alimentato da passione, dedizione e visione. Tutto nasce all’inizio dell’Ottocento, quando il primo Saffirio si trasferisce dall’Alta Langa alla collina di Castelletto, avviando la tradizione viticola che, nel tempo, darà vita a una delle realtà più significative delle Langhe.
Il vero punto di svolta arriva negli anni ’80 con Josetta Saffirio che trasforma l’azienda di famiglia in una cantina riconosciuta per la qualità dei suoi Barolo. Una crescita che prosegue con la figlia Sara Vezza, oggi alla guida della quinta generazione, che a soli 22 anni sceglie di raccogliere l’eredità familiare e rilanciare l’azienda con un approccio moderno, sostenibile e profondamente legato al terroir.
«Siamo custodi della natura», ama ripetere Sara, una filosofia che guida ogni gesto in vigna e in cantina. Dai 1.000 bottiglie prodotte nel 1999, l’azienda supera oggi quota 100.000, con una produzione biologica certificata e una forte attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. Accanto alla storica linea dedicata al Barolo, dal 2009 Saffirio esplora con successo il Metodo Classico, fino ad abbracciare l’Alta Langa nel 2018.
Nel 2023, l’ingresso della holding Brave Wine di Renzo Rosso segna una nuova fase evolutiva. La partnership punta a rafforzare i brand nel mondo del Nebbiolo e del Barolo e a sviluppare ulteriormente la produzione di Alta Langa. «Il riconoscimento di un investitore che condivide i nostri valori ci ha dato nuova energia», afferma Sara Vezza.
Il paesaggio di Castelletto di Monforte d’Alba è parte integrante dell’identità di Saffirio: colline antiche, suoli calcarei e marnosi, un microclima ideale e una tradizione viticola secolare fanno di questa zona una delle più vocate per il Barolo.
I vigneti storici dell’azienda si estendono nelle aree più prestigiose del territorio — Castelletto, Perno, Bussia e Ravera — da cui nascono Nebbiolo destinati a vini longevi, eleganti e complessi. La gestione sostenibile, la viticoltura di precisione e la volontà di lasciare che ogni parcella esprima la propria identità garantiscono vini autentici e profondamente legati al terroir.
In cantina, innovazione e tradizione convivono armoniosamente: interventi minimi, rispetto della materia prima e tecniche che preservano la purezza del frutto guidano un processo produttivo artigianale e consapevole.
La produzione di Saffirio si articola principalmente in due anime: Linea Orchidea – L’essenza storica delle Langhe che comprende Barolo, Barbera d’Alba, Nebbiolo, Rossese Bianco e Langhe Rosato, affiancati da quattro Cru di Barolo Docg (Bussia, Persiera, Perno, Ravera) e dal Barolo Docg Riserva. Dopo l’ingresso di Renzo Rosso, la linea ha visto un rebranding che introduce l’Orchidea Selvatica delle Langhe, simbolo dell’impegno ambientale della cantina, della bellezza intrinseca e della fragilità da proteggere.
Invece la Linea Alta Langa – Innovazione e spirito contemporaneo è frutto di vigneti recenti e sperimentazioni avanzate, rappresenta l’anima più moderna del progetto.
L’approccio di Sara Vezza alla sostenibilità ambientale e sociale rappresenta uno dei pilastri dell’identità Saffirio, in perfetta sintonia con la visione di Renzo Rosso. Entrambi condividono la convinzione che la sostenibilità sia un dovere verso il pianeta e le future generazioni, oltre che una condizione indispensabile per garantire continuità e valore all’impresa agricola. Questo impegno si traduce in pratiche agricole rispettose, architetture integrate nel paesaggio e azioni concrete per la tutela della biodiversità.Per Sara, essere agricoltori a Castelletto di Monforte d’Alba significa custodire un’eredità secolare e trasmetterla intatta alle generazioni future.
Saffirio porta avanti un percorso di sostenibilità certificata iniziato nel 2017 con Ecoprowine e la certificazione biologica. Dal 2023 l’azienda aderisce agli standard SQNPI e Biodiversity Friend, diventando ufficialmente custode della biodiversità locale. Un protocollo interno guida ogni fase, dalla vigna alla cantina, secondo criteri ambientali, economici e sociali, coinvolgendo partner e fornitori che condividono la stessa etica.
Tra questi: Amorim Cork, Nuova Tecnostampa, Fasson, Imballaggi Rissolio, Alpi Imballaggi e Ramondin — un ecosistema virtuoso che dimostra come la sostenibilità sia un lavoro corale.
La cantina Saffirio è, inoltre, uno dei progetti più avanzati delle Langhe in materia di tecnologia e sostenibilità. Isolata in sughero naturale, perfettamente integrata nel territorio e alimentata per il 65% da energia fotovoltaica, è stata progettata per ottimizzare ogni fase del processo produttivo, ridurre i consumi e rispettare il paesaggio.
La collaborazione con Renzo Rosso ha accelerato ulteriori investimenti per migliorare efficienza, logistica e impatto energetico.Su 36 ettari aziendali, 16 sono boschi e prati permanenti, a testimonianza dell’impegno verso un paesaggio vivo e diversificato. Da questa visione nasce anche un progetto ambizioso: la rigenerazione del bosco e della tartufaia adiacenti ai vigneti, ispirato alla delicatezza delle orchidee selvatiche che crescono spontanee tra i filari.Nuovi alberi, spazi naturali e interventi mirati contribuiscono a compensare parte delle emissioni di CO₂ e a creare habitat per la fauna locale, rafforzando il legame tra la cantina e il suo ambiente naturale.
Ogni vino Saffirio racconta un impegno: quello per una viticoltura capace di coniugare qualità e rispetto per il pianeta. Le etichette diventano così il simbolo di un percorso etico e culturale che celebra la natura delle Langhe e impone un modello di produzione sostenibile, responsabile e profondamente radicato nel territorio.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
Saffirio SSA – Sara Vezza SSA – Josetta Saffirio Wines
Castelletto, n.39 – 12065 Monforte d’Alba (CN)
Tel. 0173 787278
Email: info@josettasaffirio.com
www.josettasaffirio.com/it/