Nel cuore del Soave Classico, tra colline vulcaniche e una tradizione secolare, Suavia ha riportato alla luce un vitigno quasi scomparso: il Trebbiano di Soave. Grazie alla visione delle sorelle Tessari, questa varietà storica è tornata protagonista, diventando oggi uno dei simboli identitari dell’azienda e del territorio.
Il progetto nasce nel 2000 da un’intuizione dell’enologa Valentina Tessari che decide di recuperare un’uva un tempo centrale nella denominazione ma poi abbandonata in favore di varietà più produttive. Basti pensare che, se un tempo Trebbiano di Soave e Garganega erano presenti in parti uguali nei vigneti, oggi il Trebbiano rappresenta appena l’1,53% del patrimonio vitato.
Suavia avvia, così, un percorso scientifico in collaborazione con il professor Attilio Scienza e l’Università di Milano, selezionando più di dieci genotipi di Trebbiano di Soave e studiandone il comportamento in un vigneto sperimentale sulla Val d’Alpone. Dopo anni di osservazioni vengono individuati quattro genotipi ideali per la vinificazione, dando vita al primo vigneto interamente dedicato a questa varietà.
Da qui nasce il Massifitti, il primo Trebbiano di Soave in purezza, coltivato su terreni ricchi di rocce basaltiche: un vino che ha segnato la rinascita del vitigno, con la prima vendemmia nel 2008 e il debutto commerciale nel 2010. La sua creazione ha generato un vero effetto domino, spingendo molte altre aziende del territorio a rivalutare questo vitigno autoctono.
Oggi Suavia sostiene con forza che il Trebbiano di Soave debba tornare a essere varietà obbligatoria nella DOC Soave, affinché la denominazione resti fedele alle proprie radici. Come affermano le sorelle Tessari “É il momento di restituirgli il ruolo che merita nella storia del Soave”.
Il progetto si è ampliato con una nuova sfida enologica: Opera Semplice, un Metodo Classico Dosaggio Zero da Trebbiano di Soave, prodotto solo nelle annate migliori. Un’interpretazione innovativa e minerale, che conferma la versatilità e la profondità di questa varietà.Anche la scelta della fiaschetta veneta come bottiglia del Massifitti rafforza il legame tra tradizione e modernità, trasformando il Trebbiano di Soave in un simbolo di identità culturale oltre che produttiva.
La rinascita di questo vitigno dimostra che il valore di un territorio non risiede solo nella quantità delle sue vigne ma nella capacità di preservare e dare nuova vita alla propria storia. Grazie alla determinazione delle sorelle Tessari, il Trebbiano di Soave è tornato a essere non un ricordo, ma una promessa per il futuro del Soave Classico.
Suavia, inoltre, è stata selezionata da Forbes Italia tra le 100 Iconic Wineries, un riconoscimento che celebra le cantine italiane eccellenti per qualità, sostenibilità e prestigio internazionale. La premiazione si terrà il 18 marzo 2025 a Milano, durante l’evento 100 Wineries & Maestri del Calice, dove il pubblico potrà degustare i vini delle aziende premiate e partecipare a momenti di networking.
Le sorelle Tessari commentano così il traguardo:“Essere tra le Iconic Wineries è un riconoscimento al nostro lavoro quotidiano e al nostro impegno nel raccontare, attraverso il vino, l’anima autentica del Soave Classico. Continueremo a farlo con rispetto per le nostre radici e uno sguardo aperto al futuro.”
Questo risultato conferma Suavia come ambasciatrice del Soave Classico in Italia e nel mondo, grazie alla qualità dei suoi vini e all’approccio sostenibile e autentico che la contraddistingue.
La vendemmia 2025 di Suavia si chiude, quindi, all’insegna della solidità e della coerenza, confermando il ruolo dell’azienda come riferimento del Soave Classico. Nonostante un’annata climaticamente impegnativa, i vigneti di collina hanno dimostrato grande resilienza.
Le sorelle Tessari raccontano:“L’annata ci ha richiesto decisioni rapide e capacità di adattamento ma la qualità delle uve ci rende fiduciose: i vini del 2025 saranno freschi, equilibrati e autentici.”
Il 2025 ha offerto un clima generalmente più regolare rispetto all’anno precedente, con temperature contenute e un settembre fresco. Le piogge abbondanti e qualche episodio di grandine a inizio agosto hanno richiesto interventi tempestivi, portando ad anticipare la raccolta della Garganega di 7–10 giorni per preservarne la sanità. Il Trebbiano è stato vendemmiato come da tradizione nella prima settimana di settembre.La quantità è leggermente inferiore rispetto alla media (–10/15%), ma la qualità resta alta: uve sane, con ottima acidità e profumi intensi, caratteristiche che preannunciano vini eleganti e fedeli allo stile Suavia.
In un territorio dove il tempo sembra scorrere al ritmo delle stagioni e il vento porta con sé l’eco di antiche eruzioni vulcaniche, Suavia continua a camminare con passi sicuri, guidata dalla sensibilità e dalla visione delle sorelle Tessari. Ogni riconoscimento, ogni vendemmia, ogni bottiglia è un capitolo di una storia che parla di appartenenza, di coraggio e di rispetto.
La selezione tra le 100 Iconic Wineries e la vendemmia 2025 non sono solo traguardi: sono la conferma che quando il lavoro nasce dall’amore per la propria terra, il risultato diventa un messaggio universale. Un messaggio che racconta la forza delle colline vulcaniche, la dedizione delle persone che le abitano e la volontà di custodire un’eredità trasformandola in futuro.
Suavia non produce semplicemente vino: dà voce a un territorio, lo interpreta, lo protegge e lo celebra e mentre le vigne riposano in attesa della prossima stagione, ciò che rimane è la consapevolezza che ogni annata, ogni scelta e ogni sfida contribuiscono a un’unica, grande promessa: continuare a portare nel mondo l’anima autentica del Soave Classico, con la stessa passione che da sempre anima la famiglia Tessari.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
Suavia Azienda Agricola
Frazione Fittà via Centro n.14 – 37038 Soave (VR)
Tel. +39 045 767 50 89
www.suavia.it