Ferrara e il suo territorio si raccontano in bicicletta attraverso un viaggio lento e coinvolgente, capace di mettere in relazione arte, storia, natura e paesaggio. Scoprire un territorio pedalando significa osservarlo da una prospettiva diversa, più vicina e autentica, coglierne i dettagli, attraversarne la storia e concedersi il tempo necessario per entrare in contatto con la sua identità più profonda. La bicicletta permette infatti di rallentare, di allontanarsi dai percorsi più consueti e di lasciarsi sorprendere da paesaggi, borghi, testimonianze artistiche e luoghi che spesso rimangono ai margini degli itinerari turistici tradizionali.
È da questa idea che nasce la proposta promossa dal Consorzio Visit Ferrara che ha scelto la bicicletta come strumento privilegiato per mettere in relazione la città d’arte con il paesaggio, la natura e i centri dell’entroterra ferrarese. In questo contesto prende forma “In bici tra Valli e Delizie”, il percorso sviluppato nell’ambito della collaborazione con i Comuni di Ostellato, Portomaggiore e Argenta. Un itinerario che parte idealmente da Ferrara e si apre progressivamente verso il territorio, accompagnando il visitatore alla scoperta di una terra nella quale arte, storia, cultura e natura si intrecciano continuamente.
Dalla città estense alle Valli, dalle Delizie rinascimentali ai piccoli borghi, dalle oasi naturalistiche alle strade che attraversano la campagna, la bicicletta è il mezzo ideale per scoprire il territorio ferrarese in tutta la sua varietà. Un modo di viaggiare lento e autentico che consente di alternare visite culturali, soste gastronomiche e momenti immersi nella natura, trasformando ogni tappa in un’occasione di scoperta.
Il punto di partenza ideale è Ferrara, città d’arte elegante e accogliente, particolarmente adatta a essere esplorata su due ruote. Il suo centro storico conserva un patrimonio architettonico e culturale di straordinario valore, nato dall’incontro tra le origini medievali e lo splendore rinascimentale della corte degli Este. Il riconoscimento UNESCO, ottenuto nel 1995 e ampliato nel 1999 al Delta del Po e alle Delizie Estensi, testimonia il valore di un paesaggio culturale in cui città, architettura e territorio sono profondamente legati.
Simbolo indiscusso della città è il Castello Estense, costruito a partire dal 1385 come fortezza difensiva e successivamente trasformato in residenza ducale. Circondato dal fossato e caratterizzato da torri e ponti levatoi, racconta l’evoluzione di Ferrara da città fortificata a prestigiosa capitale culturale. Poco distante, Palazzo Schifanoia custodisce il celebre Salone dei Mesi, un ciclo di affreschi quattrocenteschi che intreccia astrologia, mitologia e celebrazione del potere estense.
A testimoniare la grande stagione urbanistica rinascimentale è invece l’Addizione Erculea, il progetto di ampliamento voluto da Ercole I d’Este e realizzato da Biagio Rossetti alla fine del Quattrocento. Questa innovativa concezione dello spazio urbano trova una delle sue espressioni più suggestive in Palazzo dei Diamanti, riconoscibile per il rivestimento in marmo a forma di punte di diamante. Oggi il palazzo ospita importanti mostre d’arte e la Pinacoteca Nazionale. Nelle vicinanze, Piazza Ariostea, dedicata al poeta Ludovico Ariosto, conserva il fascino degli spazi rinascimentali ed è ancora teatro delle tradizionali celebrazioni del Palio di Ferrara.
Accanto alla magnificenza delle architetture rinascimentali, la città rivela un volto più antico e suggestivo. Via delle Volte, con i suoi archi sospesi, i passaggi coperti e gli edifici in cotto, restituisce l’atmosfera della Ferrara medievale, quando la strada era animata da mercanti e artigiani. Di particolare interesse è anche Casa Romei, dimora quattrocentesca che conserva cortili, affreschi e decorazioni capaci di raccontare il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.
Il percorso culturale si arricchisce con il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce preziose testimonianze dell’antica città etrusca di Spina, e con il MEIS, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, dedicato alla storia e al contributo delle comunità ebraiche in Italia, oltre che alla memoria delle persecuzioni. Completano il panorama artistico il Teatro Comunale, storico punto di riferimento per la lirica, la prosa e la danza e il Teatro Nuovo, parte integrante della vita culturale cittadina.
Ferrara è dunque molto più di una destinazione d’arte: è il punto di partenza di un itinerario che conduce verso paesaggi rurali, corsi d’acqua, Valli e testimonianze storiche disseminate nel territorio. Ogni spostamento diventa parte dell’esperienza, tra bellezza architettonica, tradizioni locali e natura. Un invito a scoprire il territorio ferrarese senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal piacere di vivere ogni luogo in modo autentico.
Per vivere Ferrara in tutta la sua bellezza, scegliendo comfort, praticità e un’accoglienza attenta, l’Hotel Carlton rappresenta la soluzione ideale. Situato nel cuore della città, la struttura ricettiva è perfetta per esplorare il centro storico e immergersi nella sua atmosfera ricca di storia e fascino.
Che si tratti di un breve soggiorno turistico, di un viaggio di lavoro o di una permanenza più prolungata, l’Hotel Carlton propone soluzioni capaci di coniugare funzionalità e comfort.La struttura dispone di camere di diverse tipologie, dalle accoglienti Standard alle più spaziose Superior, pensate per offrire un ambiente piacevole e rilassante dopo una giornata trascorsa tra monumenti, musei e passeggiate nelle vie del centro. Per chi desidera fermarsi più a lungo, sono disponibili anche appartamenti che garantiscono maggiore autonomia e flessibilità, ideali per soggiorni prolungati.
La colazione, inoltre, prevede un ricco buffet internazionale, con una selezione pensata per soddisfare preferenze ed esigenze differenti. L’attenzione alla qualità delle materie prime e la varietà dell’offerta permettono di iniziare la mattinata con energia, preparandosi a scoprire le tante meraviglie della città.Scegliere l’Hotel Carlton significa, dunque, affidarsi a una struttura che unisce una posizione strategica, diverse soluzioni di soggiorno e un’accoglienza curata, per vivere Ferrara con la massima comodità.
Invece, per concedersi una pausa all’insegna dei sapori della tradizione locale, in un’atmosfera accogliente e informale, la Birraria Giori è il luogo ideale Qui la cucina ferrarese è protagonista, con piatti che raccontano la storia e la genuinità del territorio. Tra le specialità da non perdere ci sono i classici cappellacci di zucca, proposti anche con il tradizionale ragù, che esaltano una delle ricette più rappresentative della gastronomia estense.
Per chi desidera un pasto più sfizioso e conviviale, non mancano gustose piadine, ideali per una pausa veloce, e ricchi taglieri di salumi e formaggi, perfetti da condividere accompagnandoli con una buona birra. Per concludere in dolcezza, è d’obbligo assaggiare la torta Tenerina, uno dei dessert simbolo di Ferrara: una delizia al cioccolato dalla crosticina sottile e dall’interno morbido e fondente, che si scioglie in bocca regalando un momento di puro piacere.
A rendere l’esperienza ancora più speciale è la splendida vista sul Castello Estense che fa da cornice a un pranzo o a una cena immersi nel fascino del centro storico. Un’occasione per assaporare le eccellenze gastronomiche ferraresi lasciandosi conquistare dall’atmosfera unica della città.
La stessa proprietà gestisce anche il Ristorante Tiffany, situato nella suggestiva Piazza Municipale, un’altra location di grande fascino nel cuore cittadino. Due indirizzi da tenere a mente per chi desidera scoprire Ferrara anche attraverso la sua cucina, tra ricette della tradizione, sapori autentici e scorci che rendono ogni sosta un’esperienza da ricordare.
Uscendo dal centro urbano, il paesaggio cambia progressivamente e il rapporto con l’acqua diventa sempre più evidente. Il Po, il fiume più lungo d’Italia, lambisce la parte settentrionale della provincia e ne segna il confine con il Veneto. Nel corso dei secoli, i suoi diversi rami e i numerosi corsi d’acqua hanno condizionato la nascita degli insediamenti, l’agricoltura, i commerci e l’organizzazione del territorio. La storia ferrarese è quindi anche una storia di acqua, di bonifiche e di continua relazione tra uomo e ambiente.
In questo contesto si inseriscono le Delizie Estensi, ville, palazzi e residenze monumentali costruiti tra il tardo Medioevo e il Rinascimento dalla famiglia d’Este. Erano luoghi di villeggiatura, svago e rappresentanza ma anche strumenti attraverso i quali la corte ducale esercitava il proprio controllo sul territorio. Distribuite tra Ferrara e la campagna circostante, le Delizie raccontano il rapporto creato dalla corte tra architettura, paesaggio, agricoltura e organizzazione del territorio. Non erano infatti semplicemente residenze isolate, ma parti di un sistema più ampio nel quale edifici, giardini, campagne, corsi d’acqua e attività produttive erano strettamente collegati.
Tra le testimonianze più significative si possono ricordare la Delizia di Belriguardo a Voghiera, la Delizia del Verginese a Portomaggiore, la Delizia del Benvignante ad Argenta, Villa Mensa a Copparo, la Delizia di Copparo e il Castello della Mesola. Ognuna di queste architetture conserva una propria identità, ma tutte contribuiscono a raccontare il modo in cui la famiglia d’Este trasformò il territorio circostante Ferrara in un vero e proprio paesaggio di corte.
Portomaggiore rappresenta una delle tappe più significative del percorso. Il territorio conserva un carattere prevalentemente rurale e agricolo, nel quale le campagne, i corsi d’acqua e le opere di bonifica testimoniano la secolare trasformazione del paesaggio. La presenza della Delizia del Verginese aggiunge una forte dimensione storica e culturale, offrendo la possibilità di comprendere il legame tra la corte estense e il territorio agricolo.
Proseguendo verso Ostellato, il paesaggio si apre sulle Valli, dove specchi d’acqua, canneti e ampi spazi naturali creano un ambiente di grande fascino. Qui si trovano le Anse Vallive di Ostellato, conosciute anche come Vallette, ciò che resta delle antiche zone umide sopravvissute alle bonifiche della Valle del Mezzano. Oggi questa preziosa oasi naturalistica ospita circa 150 specie di uccelli acquatici, tra residenti, nidificanti e migratori, ed è una meta ideale per gli appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica. Un luogo da esplorare lentamente, lasciandosi avvolgere dai colori, dai suoni e dai ritmi della natura.
Anche Argenta rappresenta un punto di incontro tra storia, cultura e natura. Il territorio è fortemente caratterizzato dalle aree umide e dalle Valli, che costituiscono una componente fondamentale del paesaggio. Qui è possibile comprendere in modo particolarmente evidente quanto il rapporto con l’acqua abbia influenzato la vita delle comunità locali e la trasformazione dell’ambiente. La Delizia del Benvignante aggiunge a questo scenario una preziosa testimonianza della presenza estense, collegando ancora una volta la grande storia della corte alla realtà rurale del territorio.
Proseguendo verso il Delta del Po, il viaggio entra in uno degli ambienti più caratteristici e suggestivi della provincia di Ferrara. Il paesaggio è dominato dall’incontro tra terra e acqua: il fiume si divide in numerosi rami, i canali attraversano le campagne, le zone umide ospitano una ricca biodiversità e gli ampi orizzonti permettono di percepire la vastità di un territorio modellato nei secoli dall’azione congiunta della natura e dell’uomo.
“In bici tra Valli e Delizie” diventa quindi molto più di un itinerario cicloturistico. È un modo per leggere il territorio attraverso le sue molteplici identità. Ferrara racconta la grande stagione del Rinascimento e la potenza della corte estense; i borghi e le campagne raccontano la vita rurale, il lavoro agricolo e le trasformazioni del territorio; le Delizie testimoniano il rapporto tra potere, architettura e paesaggio; le Valli e il Delta del Po raccontano invece la forza dell’acqua e la straordinaria ricchezza naturale di un ambiente nel quale uomo e natura convivono da secoli.
Il valore dell’esperienza risiede proprio nella possibilità di mettere in relazione tutti questi elementi attraverso un unico viaggio. La bicicletta permette di attraversare lentamente le distanze, di fermarsi quando qualcosa cattura l’attenzione, di entrare nei luoghi e di conoscere ciò che si trova lungo il percorso. Ogni chilometro può diventare così un’occasione di scoperta e ogni tappa un nuovo capitolo di una storia più ampia.
Il viaggio nel territorio ferrarese conduce, infine, a Comacchio, una delle località più riconoscibili del Delta del Po. Costruita tra canali, ponti e piccoli isolotti, la città conserva un centro storico nel quale l’acqua è parte integrante dell’identità urbana. La sua particolare conformazione le ha fatto guadagnare il soprannome di “piccola Venezia”, ma Comacchio possiede una personalità del tutto propria, costruita nei secoli intorno alla pesca, alla navigazione e al commercio.
Il Trepponti è il simbolo della città. Costruito nel Seicento nel punto di incontro di diversi canali, con le sue scalinate, le torrette e le cinque arcate rappresentava l’accesso monumentale a Comacchio per chi arrivava dal mare. Poco distante si trova il Ponte degli Sbirri, così chiamato per la vicinanza alle antiche carceri, uno dei luoghi dai quali si può cogliere meglio la particolare struttura urbana della città.
É soprattutto il rapporto con le Valli a definire l’identità di Comacchio. La Manifattura dei Marinati è il luogo che più di ogni altro racconta la storia della pesca e della lavorazione del pesce. Nell’antica fabbrica venivano lavorate e conservate le anguille provenienti dalle Valli, secondo tecniche tradizionali che in parte sopravvivono ancora oggi. La Sala dei Fuochi, con i suoi dodici grandi camini, rappresenta il cuore del complesso e testimonia una pratica che per secoli ha costituito una delle principali risorse economiche della comunità. L’anguilla marinata delle Valli di Comacchio, ancora oggi legata alla lavorazione tradizionale, è riconosciuta come Presidio Slow Food e rappresenta uno dei prodotti più identitari della gastronomia locale. il Museo Delta Antico racconta, invece, la storia del territorio attraverso reperti archeologici, testimonianze della città etrusca di Spina e il carico di una nave romana.
Infine, per deliziare il proprio palato e vivere un’autentica esperienza gastronomica, il ristorante Le Gresine accoglie i suoi ospiti in un ambiente ospitale, caldo e familiare, dove la tradizione culinaria si unisce alla passione per la buona cucina. Ogni piatto nasce da un’attenta selezione delle materie prime, con l’obiettivo di valorizzare la qualità dei prodotti e offrire sapori genuini, capaci di raccontare il territorio e le sue tradizioni.
Ferrara, Ostellato, Argenta, Portomaggiore e Comacchio restituiscono così quattro immagini complementari dello stesso territorio. Dalle acque dolci delle Anse Vallive alle grandi zone umide argentane, dalle residenze estensi immerse nella campagna alla città costruita sull’acqua, il paesaggio ferrarese si presenta come un mosaico nel quale natura e cultura sono inseparabili.
È proprio questa varietà a rendere il territorio particolarmente adatto a un turismo lento e sostenibile. In bicicletta, a piedi o semplicemente seguendo il ritmo dell’acqua, il visitatore può passare dalla storia alla natura, dalla cultura alla gastronomia, scoprendo un territorio che non si limita a conservare il proprio passato ma continua a trasformarlo in esperienza, accoglienza e nuove occasioni di viaggio.
Francesca Sirignani
Per informazioni:
www.visitferrara.eu